sabato, 19 maggio 2012
Numero 04 anno 3
INSORGERE PER RISORGERE
CONVIVERE PER VIVERE
ALICE RESTA MALE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE
Mentre una grossa fetta del Paese stringe la cinghia, le Caste continuano a costare cifre spropositate: il capo della polizia italiana è pagato il doppio del presidente degli Stati Uniti, il nostro Ragioniere generale dello Stato guadagna quasi quattro volte il presidente della Federal Reserve USA, il direttore del nostro Monopolio di Stato (ma non erano stati aboliti i Monopoli di Stato?) guadagna quasi tre volte quello che guadagna il presidente della Corte Suprema americana. E poi una sproporzionata quantità di soldi pubblici - quindi dei contribuenti italiani – sperperati in tangenti, per l’acquisto di case personali, per investimenti in Tanzania. Soldi che non possiamo più permetterci di buttare via. Così accendiamo i riflettori sui nostri soldi per i partiti, per la Chiesa, per il sindacato. Non solo Alice ci resta male in questo Paese delle meraviglie.

di Marco Vitale e Alberto Mazzuca

Cara Alice,
in merito alla tua domanda su come si confrontano i compensi pagati ai dirigenti dell’amministrazione pubblica in Italia con quelli americani, allego un prospettino che li evidenza. Come noterai, il capo della polizia italiana guadagna (cioè, è pagato) il doppio del presidente degli Stati Uniti. Anche i molti direttori generali dell’lNPS prendono più di Obama. Pertanto se continui a ricevere quell’assegno sociale di circa 600 euro al mese per avere superato 65 anni, ricordati che sei sempre nel paese delle meraviglie!

Il problema del giorno
LA CORRUZIONE VENT’ANNI DOPO MANI PULITE
È largamente diffusa grazie all’irrompere del berlusconismo che è stato portatore di una esplicita politica a favore della corruzione attraverso la cancellazione di reati come il falso in bilancio, le depenalizzazioni, l’istituzionalizzazione dei conflitti di interesse, l’orgia delle prescrizioni brevi e dei condoni. Si illude chi pensa che ora sia sufficiente una buona legge anticorruzione (che è sempre utile), ci vuole una politica generale anticorruzione che rovesci la direzione di marcia degli ultimi quindici anni. A cominciare da una drastica riduzione del finanziamento ai partiti e da una riorganizzazione democratica dei partiti stessi, prendendo le mosse dall’iniziativa proposta dal sen. Luigi Sturzo nel 1958. Anzi, se la Dc avesse ascoltato don Sturzo, l’Italia sarebbe oggi migliore.

di Marco Vitale e Giovanni Palladino

Il ventennale di Mani Pulite coincide con l’esplosione di una corruzione diffusa da far paura (forse l’emblema di questa Italia è Parma, città ricca dove “rubavano tutti, di tutto, su tutto” (A. Cazzullo); con la consapevolezza che in ampie zone del Nord la saldatura tra mafie e gruppi di amministratori pubblici è perfezionata e che lo strumento principale di questa saldatura è la corruzione; con la presa d’atto che il sistema pompa nei partiti politici (la cui credibilità è scesa al 4% più o meno il numero degli addetti) denaro pubblico in misura sproporzionata iniqua e corruttrice,

Fatti e commenti dagli Enti Locali
D’ACCORDO SULL’AREA C, MA I 5 REFERENDUM?
Ricorso al Collegio dei garanti da parte del comitato promotore affinché la Giunta Pisapia rispetti quanto deciso un anno fa dai milanesi.

di Fiorello Cortiana

Anche la Giunta Pisapia deve rispettare le regole statutarie relative ai referendum che i milanesi hanno approvato. Per questo il Comitato promotore dei referendum Milanosimuove ha presentato un ricorso al Collegio dei garanti, sottoscritto dal presidente Edoardo Croci e dal segretario Marco Cappato, per chiedere che si esprima al fine di sollecitare la Giunta e il Consiglio comunale a deliberare gli atti necessari a dare attuazione ai cinque referendum approvati dai milanesi lo scorso giugno.

IL SISTEMA FORMIGONI STA FRANANDO
Lo sostiene in un’intervista all’Espresso Bruno Tabacci, deputato dell’Api, assessore al Bilancio nella Giunta Pisapia ed ex presidente della Regione Lombardia. E ricorda quando negli anni Ottanta conobbe don Giussani proprio nel periodo dello scontro tra Comunione e Liberazione e la Curia del cardinale Martini. E le pressioni che ebbe per…

Una cosa è il carisma di mons. Luigi Giussani che ha portato frutti copiosi nella Chiesa ambrosiana, una cosa sono i ciellini in politica. Quindi preferiamo tenere ben separati questi due argomenti. Così dedichiamo nella rubrica “Persone” un articolo di Marco Garzonio su mons. Giussani (”un genio dell’educazione”, ha ricordato il card. Angelo Scola il 22 febbraio in Duomo in occasione dell’apertura della causa di beatificazione e canonizzazione) e sulle numerose figure del cattolicesimo ambrosiano che fanno di Milano un caso unico in Italia per la concentrazione in un ristretto periodo storico di personalità candidate agli onori degli altari.

MILANESI BASTONATI DAI CONTI IN ROSSO
Nel bilancio 2012 del Comune mancano 580 milioni. E così arriva una raffica di aumenti, dalla tassa sui rifiuti (25%) alla super Imu per la seconda casa (e non solo quella). E ritorna la vecchia Ici sulla prima casa. Ma se nell'area più ricca del Paese mancano i soldi per gestire il secondo Comune italiano, vuol dire che la cultura gestionale della pubblica amministrazione è a livello infimo. Occorre una cultura nuova di gestione della cosa pubblica, soprattutto di come si deve fare. È qui la radice della questione cui si vuole dare risposta con il federalismo democratico.

di Alberto Carzaniga

Nuovo bilancio, nuove tasse. Per il Comune di Milano anche il 2012 – scrive Il Sole 24 Ore - si profila un anno difficile dal punto di vista della contabilità, ancora una volta in rosso. I numeri parlano da soli: per coprire le spese correnti mancano 580 milioni, per rispettare il patto di stabilità addirittura 773.

UN REFERENDUM PER IL PARCHEGGIO DI SANT’AMBROGIO
Pisapia e il suo assessore Castellano non possono semplicemente sostenere di non poter fermare i lavori perché altrimenti il Comune dovrebbe pagare una ingente penale. Mentre il problema ha ormai spaccato in due la città, il sindaco mostri un po’ di coraggio e dica una volta per tutte se ritiene l’area di Sant’Ambrogio un patrimonio inalienabile.

di Marco Garzonio

Sarà come dice Lucia Castellano - “è una sepoltura non monumentale” - ma il recupero di tombe d’epoca romana nei cantieri accanto a Sant’Ambrogio sparge sale su una ferita aperta. L’uscita dell’assessore infatti ribadisce una dichiarazione d’impotenza. Di fronte a un’opera che sta spaccando in due Milano, Palazzo Marino obietta di non poter fermare i lavori, altrimenti dovrebbe far fronte ad una penale ingente. È una motivazione che regge?

Testimonianze
IL FEDERALISMO SCIENTIFICO DI MELDOLESI
Grazie ad un arguto ragionamento, si arriva a questa conclusione: la visione federalista di Luca Meldolesi condivide le basi dell’attuale rivoluzione informatica.

di Salvatore Rampone

I confini della conoscenza si sono così estesi nella direzione dell'infinitamente grande e dell'infinitamente piccolo che non è più possibile pretendere dal singolo specialista una visione globale. Il sapiente di un tempo poteva riunire la conoscenza umana in una biblioteca, e si distingueva proprio per il numero dei suoi testi. Ora c'è bisogno di una struttura digitale con 3 milioni di voci solo per costruire un indice approssimativo. Così quando un ingegnere informatico del Sud come me sente parlare di federalismo, pensa si voglia mettere in discussione la nazionalità, nel senso deteriore di separatismo. E immediatamente si profilano alla mente reminiscenze delle origini del dualismo durante il quale il Nord, già più avanti rispetto al Sud, imponeva solo lo sviluppo del settentrione.

Parliamo di...
CRISI EUROPEA, COSA FARE DOPO IL PATTO FISCALE
Segnali ancora contradditori: la signora Merkel ribadisce che il suo obiettivo è «un’Unione politica in cui la Commissione funzioni come governo europeo», Mario Monti dichiara invece un po’ improvvidamente «che gli Stati Uniti d’Europa non li avremo mai. Non fosse altro perché non ne abbiamo bisogno». Ma ora l’Europa è arrivata ad un punto di svolta decisivo: l’Unione fiscale - già apertamente indicata come ineludibile da Tommaso Padoa Schioppa sin dai tempi di Maastricht - implica un Tesoro capace di levare imposte e disporre interventi di spesa pubblica.

di Luigi Vittorio Majocchi

Dopo l’approvazione del Patto Fiscale nel Consiglio europeo del 30 gennaio - e le misure di austerità decise dal Parlamento greco nella seduta del 12 febbraio - uno spiraglio sembra a-prirsi per una soluzione della più grave crisi che l’Unione monetaria abbia dovuto affrontare dopo l’entrata in vigore dell’euro. In effetti, al termine del Consiglio europeo tutti i maggiori attori della politica europea, nel commentarne i risultati, appaiono molto soddisfatti dei risultati raggiunti. La cancelliera Merkel può garantire ai suoi elettori che le finanze degli altri Paesi dell’area euro sono finalmente sotto controllo e che esistono gli strumenti - anche giuridici - per assicurare che venga rispettato il principio del pareggio di bilancio. Il presidente Sarkozy incassa l’appoggio del premier tedesco alla sua difficile e incerta campagna eletto-rale, mentre con il primo ministro Monti l’Italia assume nuovamente un ruolo attivo nella ge-stione degli affari europei. Resta fuori dal gruppo dei Paesi che hanno approvato il fiscal Compact il primo ministro britannico, che si accontenta - bontà sua - della solidarietà della Repubblica Ceca.

Il sentiero della speranza
LO SPORT COMPONENTE DI OGNI PROGETTO DI SVILUPPO
Stralciamo dal libro “Viaggio nello sport italiano” (Edizioni ESD) la parte che chiarisce come le spese per l’attività sportiva (al pari di quelle per la cultura e la sanità) siano degli investimenti e non dei “costi” che bisogna cercare di comprimere. Tenendo conto comunque che investire non vuol dire sperperare. E dal momento che senza investimenti non c’è futuro, bisogna anzitutto battersi proprio contro gli sperperi.

di Michele Uva e Marco Vitale

Ad eccezione del calcio professionistico, che è fenomeno in parte diverso, lo sport ha una collocazione profondamente sbagliata nella mentalità dominante, anche della classe dirigente e politica; e condivide questa infelice collocazione con altre due attività assolutamente fondamentali, la cultura e la sanità. La nostra incultura, i nostri retaggi materialisti, pauperistici e fisiocratici, e parte della nostra teoria economica, ci portano a guardare a queste attività e alla relativa spesa come a dei semplici “costi” che bisogna solo cercare di comprimere, anche perché, almeno per quanto riguarda cultura e sport, sono da molti considerati un lusso per ricchi. E invece sono degli autentici investimenti; sono componenti essenziali di ogni progetto di sviluppo. Una popolazione sana, colta, sportiva è, infatti, ingrediente essenziale per ogni credibile progetto di sviluppo.

Le Frasi Celebri
HELMUT KOHL, ex cancelliere tedesco
La mia visione per l’Europa era e resta quella dei padri fondatori dell’Europa: è la visione dell’Europa unita, ciò che significa la visione di una convivenza sempre più stretta, sempre più insieme e interconnessi nel nostro continente.
MARTA VINCENZI, sindaco uscente di Genova
Nelle primarie del Pd trattata come la martire Ipazia.
MARIO DRAGHI, governatore della Banca centrale europea
Lo Stato sociale è morto.
ERMANNO OLMI, regista
La semplicità è la necessità di distinguere sempre, ogni giorno, l’essenziale dal superfluo.
ANGELA MERKEL, cancelliere tedesco
La doccia di birra versata addosso? È stato il momento più imbarazzante della mia vita.