di Michele Uva e Marco Vitale
Ad eccezione del calcio professionistico, che è fenomeno in parte diverso, lo sport ha una collocazione profondamente sbagliata nella mentalità dominante, anche della classe dirigente e politica; e condivide questa infelice collocazione con altre due attività assolutamente fondamentali, la cultura e la sanità. La nostra incultura, i nostri retaggi materialisti, pauperistici e fisiocratici, e parte della nostra teoria economica, ci portano a guardare a queste attività e alla relativa spesa come a dei semplici “costi” che bisogna solo cercare di comprimere, anche perché, almeno per quanto riguarda cultura e sport, sono da molti considerati un lusso per ricchi. E invece sono degli autentici investimenti; sono componenti essenziali di ogni progetto di sviluppo. Una popolazione sana, colta, sportiva è, infatti, ingrediente essenziale per ogni credibile progetto di sviluppo.